Avvistamento foca monaca a Capraia confermato

Un ritorno dovuto all'istituzione dell'area marina protetta...

Il Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Giampiero Sammuri ha annunciato che «Dopo che circa 2 anni fa era stato avvistato a Capraia il foca monaca, è stata protetta la grotta dove la foca monaca si riproduceva nel secolo scorso. Le azioni di monitoraggio per specie così rare e sfuggenti sono uno dei compiti dei parchi, così come l’eradicazione di specie aliene”.

Prima del 2020, dagli anni ’70 fino agli anni «80 in poi, non ci sono stati più avvistamenti di foche monache a Capraia. Le ricercatrici dell'Ispra Sabrina Agnesi’ ha ricordato che «La foca monaca era considerata scomparsa nei mari italiani dagli anni '80 – Ma le segnalazioni degli ultimi 20 anni da parte dei cittadini ci dicono che la presenza della foca monaca sta nuovamente aumentando, soprattutto nelle aree dove precedentemente era presente. Anche nell’Arcipelago Toscano, come al Giglio e a Capraia e al largo di Pianosa.».

Ad aprile 2020, a Capraia, è stato avvistato un esemplare che riposava nella grotta della foca monaca. Dopo aver campionato il materiale fecale, il parco ha deciso di monitorare la grotta con due telecamere (a infrarossi), una all’interno e una all’esterno, collegate in tempo reale con l’Ispra e il Parco.

L'altra ricercatrice di Ispra, Giulia Mo ha ricordato che «Nel 2022, grazie a un finanziamento della Blue Foundation, è stato avviato il monitoraggio con fototrappole delle altre grotte idonee e/o frequentate in passato dalla foca monaca».

Negli ultimi giorni la foca monaca è tornata a Capraia e ha dormito per circa dieci ore in grotta, offrendo l'opportunità di scattare immagini eccezionali. La foca monaca è entrata nella grotta alle 21:30 ed è uscita alle 6:30 del mattino.

Il sindaco di Capraia Marida Bessi ha affermato che «Il ritorno della foca monaca conferma la correttezza della scelta fatta di tutelare il mare di Capraia e di valorizzare il capitale naturale di un'isola selvaggia, con un impatto economico e turistico. Queste immagini meravigliose sono utili per capire che vale la pena rinunciare ad entrare in una grotta e rispettare i vincoli imposti”.

Le immagini girate a Capraia sono il filmato più lungo di una foca monaca nel Mediterraneo italiano dall'ultimo secolo. I ricercatori Ispra stanno cercando di capire, attraverso l'analisi del video, quale sia l'età del esemplare, ciò che è certo è che non si tratta di un maschio adulto né tantomeno di un cucciolo. Una foca monaca adulta supera i 2 metri di lunghezza e pesa qualche centinaio di chilogrammi.

È importante che la foca frequenti una grotta “storica” utilizzata in passato per la riproduzione in tempi storici e che la foca consideri la grotta di Capraia un'area tranquilla e priva di disturbi.

Agnesi e Mo affermano che “Non si può escludere che vi siano altri foche monache adulte nell'Arcipelago Toscano e che queste possano trovare partner tra gli individui che frequentano la Corsica e la Sardegna o altre aree del Mediterraneo. Pertanto non c'è da stupirsi se una femmina adulta gravida potesse partorire nell'Arcipelago Toscano, o che la foca monaca stia esplorando grotte idonee. Tuttavia, non si può escludere che tali schivi animali possano partorire o addirittura aver già partorito nei mari italiani”.

Sammuri ha concluso: «Speravamo che la foca monaca tornasse nella grotta, vedendola è stata un'emozione unica. La foca monaca dà un’opportunità in più a un’isola meravigliosa, scatti di foca monaca in una grotta come questa in Italia non ce li ha nessuno, ce li ha solo Capraia. È la dimostrazione che un turismo ben gestito può convivere benissimo con la tutela del mare”.