Primo avvistamento di sciacallo dorato in Maremma confermato grazie al finanziamento TEF MAPAT!

Lo sciacallo dorato Canis aureus è un canide di interesse conservazionistico incluso nell'Allegato V della Direttiva Habitat 92/43 CEE. La specie è giunta in Italia spontaneamente negli anni '80 grazie alla spinta dispersiva di alcuni individui provenienti dall'area balcanica (Lapini et al., 1993).

Le prime segnalazioni e i primi nuclei riproduttivi sono stati infatti documentati nella parte nord-orientale della penisola, dove i primi dati accertati risalgono al 1984 (Lapini et al., 1993). Successivamente, lo sciacallo si è diffuso nella maggior parte delle regioni a nord del Po (Lapini et al., 2018), il che probabilmente ha rallentato la dispersione di questo canide verso sud. Solo di recente, infatti, la specie è stata segnalata a sud del Po in Emilia-Romagna (Lapini et al., 2021), nel Lazio (Parco Nazionale del Circeo, nel 2020-2021: Fortebraccio & Aleotti, 2022) e in Toscana.

In questa ultima regione, una prima segnalazione riguarda la provincia di Prato e risale alla fine del 2021 (Bacci & Lunghi, 2022); nel marzo 2022 un altro individuo è stato ritrovato investito nei pressi di Empoli (E. Mori & A. Viviano com. pers.). Pertanto, la segnalazione qui riportata per il Parco Regionale della Maremma rappresenta la località più meridionale della Regione Toscana.

L'Università di Siena e l'Ente Parco Regionale della Maremma conducono da diversi anni un progetto di ricerca sulle relazioni ecologiche tra le specie che compongono la comunità mammologica locale, integrando una serie di tecniche tra cui il video-trapping (Ferretti et al., 2021; Rossa et al., 2021).
Ciò viene fatto utilizzando una griglia di campionamento di 1 km² x 1 km² e 60 stazioni di monitoraggio mantenute attive durante tutto l'anno. Ogni postazione viene visitata circa una volta al mese per sostituire le schede SD e le batterie; nelle settimane successive i video vengono visionati e i relativi dati archiviati. Durante la verifica dei video registrati durante la stagione invernale, è stata rilevata la presenza di 2 video notturni che ritraevano uno sciacallo dorato (Fig.1), registrato nella medesima località il 7 gennaio 2022 (alle ore 3:02 e 17:47).
Considerata la eccezionalità dell'osservazione, nonché le potenziali difficoltà nell'identificazione della specie, sono state effettuate successive verifiche sui filmati ripresi nello stesso periodo nelle altre postazioni di rilevamento. Sono state inoltre posizionate altre tre fototrappole nei pressi del luogo in cui è stato segnalato il cane. Tuttavia, non sono state ottenute ulteriori documentazioni della presenza della specie nel Parco.

I video sono stati condivisi con il Dr. Luca Lapini (Museo Friulano di Storia Naturale, Udine), redattore del bollettino Canis aureus NEWS, per un confronto e una validazione condivisa del segnalato. Considerata l'elevata intensità e continuità del campionamento in atto, è ipotizzabile che il dato non sia riferibile a una presenza stabile, sebbene ulteriori risposte potranno naturalmente derivare dalla continuazione della raccolta dati in modo standardizzato.

La presenza stabile del lupo è stata riscontrata nell'area da anni (Ferretti et al., 2019, 2021; Rossa et al., 2021): questo predatore è un possibile competitivo significativo per lo sciacallo dorato, potenzialmente in grado di influenzarne abbondanza e distribuzione, e potrebbe quindi rallentare un eventuale stabile insediamento dello sciacallo nell'area (Krofel et al., 2017; Mohammadi et al., 2017; Lapini et al., 2021). Il proseguimento della ricerca in corso permetterà comunque di valutare l'evoluzione della effettiva presenza dello sciacallo dorato nel tempo, nonché le potenziali relazioni ecologiche con gli altri carnivori presenti nell'area (es. Ferretti et al., 2021; Rossa et al., 2021).