MAPAT – Mammiferi delle Aree Protette della Toscana

Premi in denaro di 10.000 €

TEF ha assegnato 10.000 € al Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Siena per un importante programma di monitoraggio dei mammiferi delle aree protette della Toscana.

I principali risultati del programma sono i seguenti:

Negli ultimi 40 anni nell'Italia centrale si è registrato un notevole aumento della popolazione di grandi mammiferi a causa dell'abbandono delle aree rurali, che ha permesso la ricrescita delle foreste. Tuttavia, questo incremento solleva preoccupazioni poiché popolazioni eccessive di grandi mammiferi, come i cervidi, possono avere un impatto negativo sull'ambiente danneggiando la vegetazione, diffondendo malattie e causando conflitti con l'uomo, come danni all'agricoltura e incidenti stradali. Nel progetto MAPAT condotto dall'Università di Siena, i ricercatori si sono concentrati su mammiferi di taglia medio-grande, inclusi predatori come i lupi e vari ungulati come cervidi e cinghiali, nelle aree protette della Toscana. Utilizzando metodi come il camera trapping, hanno valutato la diversità dei mammiferi e la sua relazione con i numeri degli ungulati. Lo studio ha rivelato una comunità di mammiferi diversificata, con fino a 12 specie identificate nelle varie aree. Sebbene alcune specie siano state rinvenute costantemente in tutte le aree, sono state notate discrepanze con gli elenchi ufficiali, suggerendo una variabilità nella distribuzione delle specie e una possibile sottostima di alcune specie a causa della loro natura elusiva. Lo studio ha evidenziato l'importanza della diversità degli habitat, con habitat misti che supportano più specie di mammiferi. Interessante, è stata osservata una correlazione negativa tra la presenza di daini e altre specie di mammiferi, potenzialmente a causa della competizione per le risorse. Inoltre, lo studio ha riscontrato preferenze di habitat per specie diverse, con i cinghiali che prediligono ambienti ecotonali vicini alle foreste e i caprioli che mostrano una preferenza per boschi di querce e aree arbustive. Nel complesso, la ricerca ha fornito preziose informazioni sulle popolazioni di mammiferi, le loro preferenze di habitat e le interazioni, sottolineando la necessità di un monitoraggio continuo per comprendere le dinamiche di popolazione e mitigare i potenziali impatti ecologici.